Riordino rete fisica: serve un’accelerata!
Riordino sì, riordino no. La notizia è ormai trapelata da qualche settimana e, giorno dopo giorno, sembra trovare sempre più conferme: il riordino del gioco fisico non si farà, o perlomeno non ora. La delega fiscale scade ad agosto e, per i tempi della politica e del Parlamento, agosto è praticamente domani.
Noi lo abbiamo detto fin dal primo giorno: questo ennesimo rinvio rappresenta una delusione. Da troppo tempo la rete fisica vive «tra color che son sospesi» tra proroghe, discipline locali frammentate e strumenti normativi spesso non più adeguati alla realtà del mercato. E questo è un problema non soltanto per noi e gli altri operatori, ma per l’intero sistema del gioco pubblico che, proprio sulla certezza delle regole, ha costruito negli anni la propria forza.
Eppure, nonostante tutto, vogliamo restare ottimisti. Anche alla luce delle parole pronunciate da Antonio Giuliani, Direttore Giochi on line e Scommesse di ADM, nel corso del convegno organizzato da Formiche e Brightstar il 1 luglio, per la presentazione dei dati della ricerca SWG.
Ebbene, Giuliani lo ha detto con chiarezza: serve un’accelerata. E serve davvero: perché il gioco pubblico italiano ha rappresentato per lungo tempo un modello a livello europeo, per capacità regolatoria, efficienza e garanzie offerte ai cittadini. Un primato che non può essere conservato restando fermi.
Il riordino, in questo senso, non è soltanto una questione normativa: è sinonimo di ammodernamento. Anche su questo Giuliani è stato chiaro: la tecnologia corre, i canali di gioco evolvono e l’illegale si muove con strumenti sempre più sofisticati. Pensare di affrontare questo scenario con regole tecniche pensate quindici anni fa (e fa l’esempio delle AWP) significa esporre il gioco legale al rischio di restare indietro proprio quando avrebbe bisogno di essere rafforzato.
Ora, l’industria italiana del gioco è perfettamente in grado di giocare questa partita, ma chiaramente deve essere messa nelle condizioni di poterlo fare. Per questo, se visti i tempi davvero il riordino si fosse arenato qui, diamo per scontato che si tratti solamente di una battuta d’arresto momentanea. Serve che la politica raccolga questo appello e trasformi le parole in fatti.
Ora serve quel famoso scatto in avanti!
Mario Antonelli


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