La Direttiva Accise entra nel vivo
Come vi avevo anticipato dalle pagine di questo settimanale, la nostra azione a difesa della categoria si è spostata oltreconfine, dove siamo impegnati in serrati confronti istituzionali per arrivare ad un testo della nuova direttiva sulle accise del tabacco e dei prodotti correlati che sia il più condiviso possibile.
Le grandi manovre sono iniziate.
La Presidenza semestrale di Cipro, subentrata alla Danimarca, si è messa al lavoro per elaborare un testo di compromesso rispetto alla proposta della Commissione europea; un testo che non ci convince ancora, troppo timido nel contrastare gli aumenti delle aliquote di accisa con diminuzioni poco significative e limitate solo ad alcuni prodotti, senza poi alcun concreto impegno per operare una necessaria distinzione fiscale tra i prodotti tradizionali e quelli innovativi...
In poche parole, niente di nuovo sotto il sole, anzi sotto la spessa coltre delle nubi brussellesi.
Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche, fare sistema con tutte le componenti economiche, produttive e distributive e con il nostro Governo, finora sempre sul pezzo, per difendere un settore che nonostante le politiche sfavorevoli degli ultimi anni, mantiene una discreta vitalità, senza mai aver chiesto sovvenzioni di alcun genere.
Un settore capace di autoregolamentarsi, di innovare, di trasformarsi secondo un nuovo paradigma, quello della sostenibilità, con un occhio rivolto alle esigenze di consumatori consapevoli, giustamente esigenti e più attenti a stili di vita salutari.
Un settore che fornisce anche ossigeno alle asfittiche casse dello Stato... non dimentichiamolo.
Qualcuno, sempre fuori dai confini nazionali, ha invece un’immagine distorta di questo nostro settore: quello di una mucca da mungere, da spremere fino all’esaurimento. Chi è pratico di allevamenti sa bene quello che accade con cicli di mungitura ininterrotti: le mucche, sfinite, crollano a terra e finiscono al macello.
Ebbene, chiedo venia per questo mio ricorso ad immagini forti, ma voglio essere chiaro, a scanso di equivoci.
La nostra categoria non è disposta a recitare la parte della mucca, assistendo anche passivamente alla sleale concorrenza e all’indebito arricchimento di contrabbandieri e contraffattori agevolati nei loro traffici da prezzi che il mercato legale non potrebbe sostenere.
Se Bruxelles suonerà le sue trombe, noi suoneremo le nostre campane.
Mario Antonelli


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