Decreto Dignità “Assurde scritte su Gratta e Vinci”

Con l’approvazione del decreto Dignità, il Governo ha dimostrato di avere una visione del gioco pubblico che più distante dalla realtà non potrebbe essere. Mi chiedo come divieti sul gioco legale possano sconfiggere la ludopatia, quando invece chi è davvero schiavo del gioco ha nel canale illegale il proprio complice?”.

Queste le parole del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, che, a seguito dell’approvazione alla Camera del Dl Dignità, ha riunito la Giunta Nazionale per fare il punto della situazione e definire le misure conseguenti.

È assolutamente irragionevole – dice Risso – ricoprire i Gratta e Vinci con scritte allarmistiche, come già avviene per le sigarette, perché è chiaro a tutti che grattare un biglietto ogni tanto, certo non nuoce alla salute! Eppure con queste avvertenze si vuol far credere che l’acquisto anche di un solo Gratta e Vinci possa portare alla ludopatia. Non è così, perché se è dannoso per la salute un Gratta e Vinci, lo sono anche un bicchiere di vino o una tazzina di caffè. Dovremmo mettere tali scritte anche sulle bottiglie?

Decreto Dignità’, Risso: “Così si ammazza una categoria!”

“Così ammazzano un’intera categoria, quella dei tabaccai”, queste le parole del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, dopo la notizia della riammissione degli emendamenti sulla sigaretta elettronica e sulla riduzione dei compensi ai ricevitori sui giochi.

“Chi chiede la riduzione dell’aggio sul Gratta e Vinci dall’8 al 4% - continua Risso - forse non si rende conto che non è una riduzione di 4 punti percentuali, bensì il 50% del totale percepito dal tabaccaio”.

“Nessuna categoria commerciale può sopravvivere a simili riduzioni”, scandisce il Presidente dei tabaccai Italiani.

“Analogo discorso vale per la riduzione dell’aggio al 6,5% sul gioco del Lotto e del SuperEnalotto. Il gioco – spiega Risso – pesa per circa il 50% del fatturato dei tabaccai. Tra aumenti di tassazione sulle slot e riduzione del loro numero, tagli dell’aggio sui giochi e normale calo delle vendite di tutti gli altri prodotti, passeremo da una rete di 55.000 punti a una rete di circa 20.000. Tanti sono i tabaccai che avendo l’attività abbinata al bar forse riusciranno a sopravvivere”.

“Resteranno senza reddito circa 80.000 famiglie e i piccoli comuni saranno privati degli indispensabili servizi di pubblica utilità oggi erogati dai tabaccai. I giocatori si sposteranno sul gioco on line o su quello illegale, senza nessun beneficio per la salute pubblica e con ingenti danni per noi tabaccai e per l’erario.”

“Così – ribadisce il Presidente Nazionale FIT, Giovanni Risso - annientano una categoria”.

Sigarette elettroniche, Risso: "Bene stop a far west, ora si lavori a sviluppo mercato" 

“È un bene che un mercato come quello delle sigarette elettroniche, finora distorto dall’assenza di regole certe, sia stato finalmente regolamentato e che si stia ragionando su un sistema di tassazione unico che ne permetterà la giusta crescita all’interno di un sistema controllato”.

Queste le parole del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, a commento di quanto stabilito dal Senato in seguito all’emendamento Vicari al DL Fisco.

“Trovo particolarmente importante – ha aggiunto Risso – che si sia posto un freno al far west delle vendite on line e soprattutto che, attraverso l’affidamento della vendita alle tabaccherie ed a rivenditori specializzati ed autorizzati, si vogliano tutelare la salute pubblica e le casse dello stato”.

“Ora – ha concluso il Presidente Nazionale della FIT – si lavori ad un intesa comune che possa favorire, con il vantaggio di tutte le parti, lo sviluppo di un mercato così importante”.

Cannabis, Risso: “Poca chiarezza, meglio aspettare!”

Recenti articoli di stampa riportano la notizia della vendita in alcune tabaccherie della cosiddetta marijuana legale.

A questo proposito, Giovanni Risso, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, chiarisce: “Senza entrare nel merito della legalità della vendita di tale prodotto, la FIT ha già da tempo interessato le autorità competenti, chiedendo a queste di pronunciarsi sulla vendita della marijuana legale in tabaccheria”.

“In attesa di risposta – conclude il Presidente Risso - sconsigliamo comunque i tabaccai dal vendere prodotti a base di cannabis light. Con l’auspicio che qualora si propendesse per la legittimità della vendita, si riconosca ai tabaccai la medesima posizione di chi ad oggi si è avventurato sul mercato incurante di divieti o prescrizioni”.

 

 

Vendita della “cannabis light”. Risso “Chiediamo chiarezza normativa”

Negli ultimi tempi è salita alla ribalta delle cronaca la vendita del prodotto comunemente denominato “cannabis light”.

Anche presso alcune tabaccherie d’Italia, oltre che attraverso altri esercizi commerciali e la rete internet, è iniziata la vendita di tale prodotto.

Come Federazione sappiamo già che la vendita di tale prodotto, al di là delle possibili ma non accertate implicazioni che potrebbero derivare dall’uso dello stesso, è oggi effettuata, promossa e pubblicizzata dai soggetti direttamente interessati come una vendita lecita, libera ed essenzialmente non riconducibile a specifiche prescrizioni.

Si tratterebbe di prodotti coltivati sulla base delle prescrizioni di cui alla legge n. 242 del 2016 e, conseguentemente, distribuibili e vendibili senza particolari limitazioni di sorta, se non sotto forma di raccomandazioni non vincolanti per l’esercente.

Considerata la confusione che c’è tra gli associati alla Federazione Italiana Tabaccai e soprattutto tra la clientela delle stesse tabaccherie Giovanni Risso, Presidente Nazionale della FIT chiede a nome dell’intera categoria: “un intervento chiarificatore sul tema, anche solo di tipo ricognitivo in ordine alla disciplina applicabile e soprattutto vorremmo conoscere quale sia la valutazione che gli Enti preposti (MEF, Ministero della Salute, Agenzia delle Dogane e Monopoli) ritengono di esprimere riguardo alla liceità o meno della vendita al pubblico dei prodotti a base di “cannabis light”. Resta inteso che in assenza di diverse indicazioni utili a rilevare profili di illeceità riguardo la vendita di tali prodotti, ci riterremo legittimati a ritenere tali attività non vietate dalla legge e, come tali, esercitabili anche dalla nostra rete”

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