La Bilancia

La bilancia nella tabaccheria ha sempre avuto un posto speciale. Al suo  debutto in rivendita  serviva per pesare il tabacco che si vendeva sfuso, poi per pesare il sale, successivamente per pesare le buste della corrispondenza e altre volte la farina, i legumi.Non è certo una novità che in tabaccheria non si vendeva solo tabacco.

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Antonio Miotti

Presidente Nazionale dal 1972 al 1985

 

Antonio Miotti, inizia la sua attività in Federazione nel 1964  quando viene eletto  Presidente dell’Associazione Provinciale di Torino. Fino al giorno della sua elezione Miotti ha ricoperto cariche all’interno degli organi nazionali della Federazione sia come componente di giunta nel 1967 che in veste di vice-Presidente nel 1968.In questi anni Antonio Miotti si forma sindacalmente sotto la Presidenza di Enrico Bianchi del quale prenderà il posto per  proseguire quel cammino sindacale intrapreso insieme, pochi anni prima.Un Presidente giovane, dinamico, capace di agire costruttivamente per la soluzione delle questioni sindacali della Categoria. Nell’estate del 1985 Miotti affida  la Presidenza ad Ivo Tolu, che ricoprirà la carica di Presidente Nazionale Reggente fino al 18 ottobre 1985. In questa data con una lettera indirizzata all’Assemblea Nazionale della FIT si dimette. “Rendo noto che, per motivi strettamente personali sono giunto alla determinazione di presentare le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Presidente Nazionale…” e chiude con questo saluto ”Un abbraccio a tutti Voi  ed un grazie sincero per la collaborazione concessami che altrettanto leale e consapevole darete al mio successore. Cordiali Saluti Antonio Miotti”.

Antonio Miotti non ha però mai abbandonato la FIT. Dal giugno 2007 è componente del Collegio dei Proibiviri FIT 

Vincenzo Guarracino

Presidente Nazionale dal 1963 al 1967

Viene eletto Presidente Nazionale nel giugno 1963. Un posto difficile da ricoprire vista la grandezza del suo predecessore, ma non si tira indietro. ” Grazie per la fiducia che mi è stata dimostrata, consapevole dell’impegno che mi attende,dovendo sostituire nell’incarico un Presidente indimenticabile ed impareggiabile come Armando Fontana. Con questo spirito di responsabilità che mi propongo di lavorare per la categoria  e per la FIT con tutta la mia energia, confortato  dai miei venti anni di vita associativa….”. La Presidenza di Guarracino dura fino al 1967 quando improvvisamente muore nella sua città natale, Napoli.

 

Enrico Bianchi

Presidente Nazionale dal 1968 al 1972

Enrico Bianchi da tempo era un associato attivo della Federazione Italiana Tabaccai. Nel 1955 ricopre la carica di delegato compartimentale di Como. Nel suo discorso di insediamento dice: “Dopo un lungo e fedele tirocinio di attività associativa, ho avuto l’onore ad essere chiamato all’incarico di Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai...”. Cresciuto sindacalmente  durante le presidenze di Fontana e di Guarracino, Bianchi raggiunge ben presto una maturità sindacale di leader. Durante il suo mandato i tabaccai italiani furono  per la prima volta protagonisti di proteste eclatanti: La Giornata del Tabaccaio del maggio 1969, la protesta dell’ottobre 1970, le febbrili trattative nel gennaio 1971 con il Ministro delle Finanze sulla circolare Preti e le numerose Assemblee in giro per tutte le province italiane. Ammalatosi, Bianchi muore a Como il 7 settembre 1972.

 

 

 Armando Fontana

 Presidente Nazionale dal 1946 al 1962

Uomo di grande carattere, intelligente  e persuasivo ha guidato con grande umiltà e coraggio la Federazione per quasi un ventennio.

Nel 1962 rassegna le sue dimissioni per una grave malattia che gli impedisce di dedicarsi alla sua attività con lo stesso vigore ed impegno di sempre. A pochi mesi della sua morte, in una affollata Assemblea Nazionale, gli era stata conferita la Presidenza Onoraria, un segno di riconoscimento per il suo instancabile impegno per la Federazione e i tabaccai Italiani che rappresentava. Molte le iniziative sia sindacali che organizzative portate avanti dal neo Presidente. Muore nel 1963, lasciando un grande vuoto nel sindacato ed una pesante eredità.

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