Una vigilia è sempre una vigilia

cop 09 2018Mentre scrivo per mandare in stampa il nostro giornale, mancano veramente pochi giorni alle elezioni del 4 marzo e ci sentiamo un po’ come bambini alla vigilia di Natale.

Le aspettative sono alte e altrettanto alto è il rischio di restare delusi.

Non sappiamo cosa troveremo sotto l’albero elettorale, sappiamo però cosa abbiamo nella nostra lista dei desideri.

Innanzitutto vorremmo un Governo stabile e competente. Solo con interlocutori capaci e preparati si possono portare avanti progetti con un orizzonte che vada oltre il tramonto. Per rilanciare il nostro settore, salvaguardare le nostre attività e con esse le entrate dello Stato occorre una seria programmazione e tempo per realizzare quanto progettato.

Stabilità e professionalità dunque in cima alla nostra lista dei desideri, ma anche più senso di responsabilità e meno demagogia.

La ricerca di un consenso ritenuto facile e in realtà fasullo sta distruggendo il settore del gioco pubblico legale e con esso migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di entrate erariali.

Governare non è fuggire dai problemi ma amministrarli. Chiediamo quindi che si risolva definitivamente la questione del gioco legale evitando derive proibizionistiche e attribuendo in modo chiaro le competenze tra Stato e Regioni.

Non solo. Occorrerà affrontare la questione della redditività della categoria a partire dal tabacco. Attendiamo le regole per quei prodotti come la marijuana legale che oggi, pur essendo sul mercato, grazie a un vuoto legislativo sono terra di nessuno. Definire una volta per tutte una chiara disciplina regolamentare per le sigarette elettroniche.

La lista è lunga e basta sfogliare a ritroso i passati numeri del nostro settimanale per completarla.

A chi dal 5 marzo è chiamato a governare auguriamo di avere il coraggio delle proprie scelte.

Auspico infine che ciascun tabaccaio nel proprio seggio abbia ben valutato i candidati e voti con una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio, perché talvolta ciò che ci anima come semplici cittadini significa la fine del nostro essere imprenditori.

 

Giovanni Risso

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